Amarcord: Lecce-Torino 4-0, cronaca di una disfatta annunciata

2 febbraio 2020.

Otto giorni dopo la storica, pesante disfatta interna contro l’Atalanta, il Torino di Walter Mazzarri vola a Lecce per ritrovare la propria dignità.

I salentini navigano da tempo in acque particolarmente burrascose, visto e considerato il 17esimo posto in classifica, e hanno assolutamente bisogno di conquistare i 3 punti davanti ai propri tifosi per evitare di essere risucchiati nella zona retrocessione.

Di contro, i granata giungono all’appuntamento con le ossa rotte e l’umore a terra: lo si legge chiaramente nei volti scuri e negli sguardi spenti e spaesati dei calciatori prima del fischio d’inizio, e l’impressione è che anche quella sera si possa assistere all’ennesimo, umiliante, tracollo stagionale.

Mazzarri sceglie di affidarsi a un 3-4-2-1 per provare a raddrizzare la barca e scacciare via i fantasmi di un possibile esonero. Tra i pali c’è Sirigu, in difesa il trio Djidji-N’Koulou-Bremer con De Silvestri e Ola Aina ad agire sulle fasce, a centrocampo regia affidata a Meité e Rincón, mentre in avanti Berenguer e un irriconoscibile Verdi si posizionano a supporto di Belotti.

Liverani, che invece insegue il sogno della prima vittoria casalinga stagionale, opta per un 4-3-1-2 molto offensivo: Vigorito in porta, Lucioni e Rossettini al centro della difesa, Donati e Rispoli sugli esterni, Barak-Majer-Deoiola a centrocampo e Saponara e Falco sulla trequarti, entrambi schierati dietro l’unica punta Lapadula.

La partita inizia e il Lecce si propone subito in avanti.

All’11’ i padroni di casa passano in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto corto. Saponara raccoglie il pallone vicino alla bandierina e serve Deiola, che dal limite dell’area di rigore calcia di prima intenzione, trafiggendo Sirigu.

Passano pochi minuti e al 19’ Barak raddoppia il punteggio per i salentini. Il centrocampista ceco, arrivato a gennaio in prestito dall’Udinese, sfrutta un incredibile errore difensivo di Djidji e bagna il suo esordio in maglia giallorossa con un bel gol sotto la traversa.

Il Toro inizia lentamente a naufragare.

Al 24’ Verdi è costretto a lasciare il campo per via di un problema muscolare e al suo posto entra Vincenzo Millico, giovane promessa del calcio italiano. Poco cambia comunque, perché nella prima frazione di gioco i granata non si vedono praticamente mai: anzi, al 31’ Sirigu è nuovamente costretto a salvare su Lapadula, evitando dunque il gol del 3-0.

Assedio.

Qualche minuto più tardi i ragazzi di Mazzarri provano a farsi vedere per la prima volta in partita, prima con un tentativo di Berenguer finito di poco a lato rispetto alla porta difesa da Vigorito, poi con capitan Belotti, che al 44’ segna la rete che accorcerebbe le distanze. Tuttavia, il tocco in fuorigioco di De Silvestri spegne in breve tempo ogni entusiasmo.

Il primo tempo si conclude dunque sul 2-0 per il Lecce.

Al rientro in campo, i granata dimenticano la testa negli spogliatoi. La partita si chiude già al 64’, quando il destro dalla distanza di Falco prima bacia la traversa e poi si insacca in rete.

Il colpo di grazia lo sferra però Lapadula, che al 78’ trasforma un calcio di rigore precedentemente causato da Gleison Bremer, intervenuto in maniera scomposta su un avversario.

Al triplice fischio è notte fonda per il Toro.

[Fonte foto: calciolecce.it]

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